Storia e culto

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Alessano (Le): Cittadina situata a pochissimi Km dal Capo di Santa Maria di Leuca, ricchissima di artigianato locale, a seguito di un miracolo locale, alcuni secoli or sono, San TRIFONE liberò le campagne della zona da un’invasione di cavallette, si affidò a questi: da allora eleggendolo patrono della città lo si festeggia annualmente nell’ultima domenica di Luglio, con processione, luminarie fuochi pirotecnici notturni. Altare, tela e statue sono depositate conservate presso la Chiesa Madre, ex sede arcivescovile.

Altilia di Santa Severina (Kr): ABBAZIA ad ALTILIA. Essa era ricca di molte reliquie tra le quali spiccavano: una costa di San Lorenzo Martire, un pezzo di osso di San Basilio, di San Senatore e Cassatore e Dominatore, San Pancratio, San Sebastiano, San TRIFONE e di altri santi. Per tutto il Seicento e fino alla metà del Settecento la chiesa dell'abbazia rimarrà l'unica chiesa di ALTILIA. La mancanza di una parrocchiale era dovuta, secondo gli arcivescovi di Santa Severina, alla povertà dei pochi abitanti. Così la cura delle anime era esercitata da un vice parroco (o economo) scelto dall'arcivescovo, che celebrava ed amministrava i sacramenti per i parrocchiani, nella chiesa del monastero dove c'era la fonte battesimale.

Apricena (Fg): In agro della cittadina dauna sorgeva, fino all'epoca federiciana, un ridente Casale detto di San TRIFONE. Era questo alle dipendenze del monastero di San Giovanni al Piano. Prettamente a vocazione agricola, pastorizia e cerealicola, subì, per motivi bellici, una grossa evacuazione di abitanti fino al totale abbandono durante il regno di Federico II. Sorgeva nei pressi della area di servizio San Trifone sull'autostrada A14.

Bisceglie (Ba): San TRIFONE è qui rappresentato come ad Adelfia, vestito da giovane guerriero romano e viene onorato e festeggiato la domenica della chiusura dei festeggiamenti ad Adelfia. Secondo tradizioni, annali, certi scritti, San TRIFONE era venerato anche a Martina Franca (Ta), Tricase (Le), Ceglie del Campo (ex frazione di Bari), Toritto (Ba), Cefalù (Pa).

CATANZARO (colli di): Vincenzo D'Amato, patrizio di Catanzaro, sin dal 1607 parlava della sua città che sorgeva sul massiccio Trivona', costituito da tre colli. Questi, presenti sul Petto dell'Aquila imperiale, stemma della città, sono quelli di: San Trifone, del Vescovada e di San Giovanni, che è il più alto e su cui fu edificato il Castello.

Cerignola (Fg): Nell'anno 1595, e seguenti, tutta questa regione (n.d.a. la Puglia) sentiva il flagello, e la rovina dei Bruchi, in tale circostanza capitò nel nostro territorio un venerando prete greco "religioso dell'Ordine di S. Basilio", che incitò il Clero e il Popolo a ricorrere devotamente a San TRIFONE: egli stesso, percorrendo le campagne, invocando il Santo allontanava e distruggeva le locuste cosicché tutti riconobbero la validissima protezione del giovane martire e unanimamente lo acclamarono e benedissero quale speciale Patrono e Protettore di Cerignola. L'Arciprete del tempo, D. Giovanni Giacomo De Martinis, dedicò al Santo la cappella, che si trova dietro l'attuale sacrestia del Reverendissimo Capitolo Cattedrale, collocandovi un quadro con l'immagine dello stesso che in mezzo ai campi, con l'aspersorio in mano benedice i terreni scacciandone l'infausto flagello: per accrescere la devozione del popolo, finchè visse, celebrò sull'altare, ivi eretto, la Santa Messa.
Ma il tempo e l'amara ingratitudine cercano di oscurare questo insigne favore del Cielo, quando un vescovo pio, Mons. Giovanni Sodo, si accorge che questa popolazione comincia a perdere il ricordo delle sante memorie e per richiamare i fedeli alle tradizioni religiose degli avi pensa di rimettere in onore il culto del Martire glorioso, di ridare a Cerignola il Patrono dei suoi campi.
Da Roma, per eccezionale e benigna concessione del Santo Padre Benedetto XV, ed in seguito a non facili pratiche dal Nostro amato Pastore... felicemente esperite, le preziose Reliquie del Corpo di San TRIFONE furono trasferite nella nostra Cattedrale il 16 maggio corrente (n.d.~ 1917 Fu proprio Mons. Sodo che commissionò la statua del giovane martire: la stessa, in cartone romano, veniva portata solennemente in processione almeno fino agli anni '30. Nella Cattedrale Tonti durante il Triduo e la festa la statua era collocata alla destra dell 'Altare maggiore: per l'occasione venivano distribuiti il "pane di San TRIFONE" e una candelina. Due anni dopo, sotto il ministero pastorale dello stesso Mons. Sodo, la nobildonna Clementina De Nittis Gatti donò una artistica e pregevole urna di bronzo e cristallo, nella quale furono esposte le sacre reliquie del martire: sulla fascia basale corre la seguente iscrizione: "CORPUS S. TRJPHONIS M(ARTYRIS) PATR(ONI) CERIN(IOLENSIS) ET SOC(II) CAPSULAM HANC AERE SUO FECIT D(OMI)NA CLEMENTINA GATTI DE NITTIS ANNO MCMXIX - AUSPICE IOANNE SODO EPISCOPO" (Per il corpo di San TRIFONE martire, Patrono consociato di Cerignola, donna Clementina Gatti - De Nittis fece preparare a proprie spese questa urna nell’anno 1919 con l'approvazione del Vescovo Giovanni Sodo). La predetta Urna è stata trasferita, nel 1934, sotto l'Altare della Confessione nel medesimo Duomo Tonti, dove tuttora è collocata. A spese dell'Università, nel primo giorno di Febbraio, si solennizzava ne' tempi andati un festeggiamento assai devoto e solenne, che ora è andato in disuso, in onore del glorioso Martire San TRIFONE, Protettore minore della Città, ma patrono principale delle campagne, sotto il cui patrocinio stanno i nostri campi... Nel giorno festivo enunciato, i Decurioni con il Sindaco intervenivano nella Cattedrale, ed accoppiavano agli effetti religiosi del cuore una oblazione di moltissimi ceri al Reverendissimo Capitolò. Ed il 1° Febbraio è rimasto per tradizione, da quel lontano 1595 a tutt'oggi, il giorno dedicato alla celebrazione della Festa del nostro Protettore San TRIFONE. Attesta la devozione al Santo anche la presenza di una Sua effigie impressa insieme a quelle dei Compatroni S. Pietro Ap. e Maria SS.ma di Ripalta, e a quella del SS. Crocifisso sulla campana grande del Duomo Tonti. Con Decreto Vescovile del 23 novembre 1980, Mons. Mario Di Lieto istituiva la Parrocchia, nel nuovo quartiere residenziale "Fornaci", intitolandola a San TRIFONE Martire. La stessa, affidata inizialmente alle cure dei PP. Salesiani e senza una sede stabile, dal settembre del 1987 fu retta da don Tommaso Dente che provvide a dotarla di una Cappella, inaugurata la prima domenica di Avvento di quell’anno anche se le celebrazioni sacramentali continuavano nella Chiesa di Cristo Re. Dal 21/2/1988 don Domenico Carbone ne fu l'animatore pastorale divenendone Parroco nel maggio del 1989. Nel gennaio del 1991 lo stesso chiese ed ottenne dal Parroco dell'antica Chiesa di Cristo Re la statua del Santo: l'8 dicembre 1991 è stata ufficialmente inaugurata da Mons. Giovanni Battista Pichierri, nostro Vescovo, la nuova sede, in un prefabbricato dello stesso rione.

Francavilla Fontana (Br): Si ha traccia di venerazione e festeggiamenti per San Trifone sin dal 1536. Da quando la città di Francavilla Fontana passò in feudo per concessione di Federico D'Aragona, alla famiglia Bonifacio. Si ha traccia di devozione e festeggiamenti per San TRIFONE, Santa Irene, San Carlo, San Renato. Fino agli inizi dello scorso secolo.

Frascineto (Cs): Frascineto venne popolata dagli albanesi sin dalla loro venuta in Calabria nel XV secolo, i quali ben presto riuscirono a sostituire le primitive abitazioni in legno con fabbricati modesti ma pieni di fascino. Su tutti svetta la mole massiccia della settecentesca chiesa dell'Assunta. Nel transetto, oggi parzialmente chiuso dalla greca iconostasi, illeggiadrita da preziose tavolette raffiguranti ieratici santi orientali, si possono ammirare due grandi tele del pittore settecentesco Genesio Galtieri. Tralasciando la scenografica Assunzione della Vergine, il nostro interesse viene attirato dalla bellissima Madonna col Bambino e i S.S. Francesco di Paola e Trifone sotto i quali compare un bestiario di animali nocivi.

Galatina (Le): Particolare interesse offre la Chiesa Madre o Duomo di questa incantevole Cittadina del Salento. Dedicata ai santi protettori della città, Apostoli Pietro e Paolo, la sua fondazione si fa risalire a tempi remoti. Negli anni 1621-1633, veniva riedificata e da Parrocchia divenne Collegiata nel 1664. Il completamento di questa, in stile tardo barocco e in pietra leccese, si ebbe il 1771. Al centro della facciata della chiesa, sul portale, è situata la statua della Immacolata Concezione, mentre a destra è collocata quella di San Pietro ed a sinistra quella di San Giuseppe. Sulle porte laterali vi sono: a destra San Marco ed a sinistra San Sebastiano. Nel secondo ordine sono collocate nelle rispettive nicchie la statua di San Paolo a sinistra e San TRIFONE a destra.

Maiori(Sa): Presso la Colleggiata di S.Maria a Mare in Maiori (Sa), nella cripta dove sorge il prezioso museo di arte sacra "Don Clemente Confalone", sono custoditi reperti di grande valore, quali Madonna in Gloria, statue settecentesche come S.Lucia, Sant'Apollonia, la statua originale della Madonna dell'Avvocata, una Madonna con il Bambino, paramenti sacri, etc.. In questa stessa sala è custodito un antichissimo busto reliquiario del XIV/XV sec. di San TRIFONE.

Marzano di Nola (Av): qui troviamo traccia di una chiesa dedicata a San TRIFONE sin dal 1308 - Decimarum Italiae) - (foto a destra). E’ quivi festeggiato come Santo Patrono.

Minervino Murge (Ba): nelle vicinanze della grotta di San Michele trovasi la chiesa cinquecentesca della Madonna della Croce, piuttosto trascurata. Fu riconsacrata nel 1628. In essa si possono ammirare affreschi e lastre tombali del XVII secolo. Sono ammirabili una Vergine col Bambino ed altri dipinti, di mano popolare. Sull'arco dell'abside sono ben raffigurati un Crocifisso e due santi Santi : San Giorgio e San TRIFONE.

Nardo' (Le): importante cittadina del Salento, ricca di storia e tradizione, fra le tante opere in stile barocco ha una caratteristica piazza triangolare denominata Piazza Salandra. Ad uno degli apici v’è una chiesa dedicata a San TRIFONE.

Onano (Vt): San TRIFONE, martire protettore, si trova nella chiesa di Santa Maria  Maggiore. Alcune ossa del Santo furono portate ad Onano nel 1656 dal duca Enrico SFORZA, a cui furono donate per la grande peste che attanagliava il contado all'epoca. Dal 9.4.1729 è compatrono della città, con Santa Colomba.
Reliquie: una urnetta di bronzo con ossa, un busto di legno dorato del 1600, urna grande con statua in gesso del Santo. San TRIFONE viene festeggiato il 15 Agosto e il 10 Novembre. In agosto la festa viene celebrata con una processione: i bambini portano legati al collo "cavallucci" e "pupe" di pasta dolce quale ringraziamento per il raccolto. In realtà la vera festa sarebbe in novembre (11) ma, per timore della pioggia, il tutto è anticipato in agosto.

Pulsano (Ta): una statua di San TRIFONE è collocata nella chiesa Madre di Santa Maria dei Martiri e viene ben onorato e venerato.

Ravello (Sa): nella specifica testimonianza cristiana, furono fondati sin dall’anno 1000,a parte qualche chiesa 2 istituti religiosi dello Ordine di San Benedetto,quello femminile della SS.Trinità (A. 944) e quello maschile di San TRIFONE (A.1039).
Si arriva salendo la collina di Brusara, al di là di piazza Fontana. Sulla dx si incontra la chiesa di Santa Maria del Lacco e subito a sx quella di San Martino, oggi poco nota.
Ha preso questa denominazione nel XVII secolo; prima era il convento abbaziale di San TRIFONE. Mentre attualmente la chiesa continua a destare grande interesse, i locali conventuali sono stati trasformati in case coloniche, offuscando l’originaria destinazione.

ROMA: a parte quanto sia stato trasportato nella chiesa di S.Agostino, da quella dello Spirito Santo, ove era venerato San TRIFONE. V’è, lungo Via Dei Coronari il - Vicolo San TRIFONE -.
Nelle vicinanze, fino al XIII sec., fra Via della Scrofa, Via dei Pianellari e Via dei Portoghesi, era presente la chiesa di Santo Spirito in Sassia, ove era l’altare maggiore dedicato a San TRIFONE, con vecchie Icone greche e parte del corpo, il 10 novembre dell’XI secolo quasi tutte le ossa furono traslate a Roma e deposte sotto l’altare maggiore della detta chiesa. Fu di poi ceduta ai frati Agostiniani, che nei vari secoli seguenti ne hanno fatto un convento con annessa una meravigliosa Chiesa (opera del Vanvitelli), facendo sorgere Largo e Via S.Agostino.
Inoltre vi e' la Chiesa di Santo Stefano Rotondo, prima chiesa cristiana a pianta circolare, situata al Celio in via Santo Stefano Rotondo 7, eretta fra il 468 e il 483, nel XVI° secolo le pareti vengono completamente affrescate da Nicolò Circignani, detto il Pomarancio (dal paese nativo Pomarance in Toscana), fra il 1581 e il 1582, con raccapriccianti scene del martirio di innumerevoli Santi, fra cui SAN TRIFONE.
Il Santo Martire è dipinto appeso ad un albero mentre due soldati cercano di bruciarlo vivo con torce.

Sogliano Cavour (Le): Sembra che in epoca romana fosse il granarium della vicina Soleto, importante centro messapico e poi romano. Da deposito cerealicolo si trasformò in agglomerato urbano durante il Medioevo, quando (tra l'XI ed il XII sec.) fu abitata dai monaci basiliani che introdussero il culto per San Trifone. E' documentata nell'anno 1324 con vari nomi: Sculano, Sulano, Sugliano, Suiano e, Suddiana. Appartenne a vari feudatari normanni, che, nel Duecento, vi costruirono un castello e fu abitata da famiglie nobiliari: i "Del Duce" ed i "Filomarino". I duchi Ferrari la tennero per oltre cento anni, fino all'Ottocento. Nel Seicento fu edificata la chiesa più importante su un precedente luogo di culto basiliano. Dal XVIII secolo il culto per San Trifone è stato dimenticato. La Parrocchiale risale, invece, all'Ottocento. Dopo l'Unità, nel 1862, aggiunse il nome di Cavour, a ricordo dello statista piemontese.

Tramonti (Sa): Il 10 Novembre, presso la parrocchia Figlino di Tramonti gestita da Don F. Amatruda, si festeggia San TRIFONE.
Qui sono presenti reliquie di un avambraccio, custodite in un reliquiario del '600. Sicuramente provengono dal monastero di San TRIFONE di Ravello (Sa).

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