Testimonianze

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San TRIFONE 2016 - Poco fumo e tanto arrosto: Evviva San Trifone…
(di Albachiara De Lucia)



Processione del Quadro

Evviva San Trifone, che jind à Mmontron stae…
Forse penserete che ha poco senso parlare di un evento “postumo”, ma sono ancora troppo elettrizzata per non farlo, quindi vivetela in questo modo: Avete un anno di tempo per organizzarvi! Per mia fortuna ho un’indole incosciente, così , assolutamente impreparata, alle 4:30 di giovedì 10 novembre, sono salita su un pullman con destinazione Adelfia, Bari. Siamo arrivati lì alle 8.30 circa e tutto era già in fermento.

Più che in fermento, tutto era già pronto da un po’, la festa patronale va dal 1 al 11 novembre. Dalla notte del giorno 1 Novembre e per tutte le seguenti, il sonno dei Montronesi è allietato dalle note prodotte instancabilmente dalla “Bassa musica” di Adelfia, meglio conosciuta nel paese come  “ ‘u Tammurre ” (“il Tamburo”) e, particolarmente, dall’intramontabile “Marcie du ciuccie” (“Marcia dell’asino”).

Nella serata del 9 Novembre la Festa si apre con il lancio della mongolfiera all’arrivo del quadro del Santo. Alle ore 4 del 10 novembre viene sparato un colpo secco (da un mortaio di diametro 12/13 cm.) detto il “colpo di cannone”: è la sveglia per la prima messa e l’inizio della giornata clou!
Chi sia San Trifone è controverso e lungo da spiegare, ma fidatevi, andando nella città che Lui protegge, capirete quanto sia importante questo Santo venuto dall’Oriente.

Verrete accolti da bancarelle che vendono davvero di tutto, ma inebriati dal profumo dell’agnello arrostito sulla brace, andrete alla ricerca soltanto di qualcosa con cui accompagnarlo: formaggio, sedano, vino! Eh già, a San Trifone << fratello di fede e di virtù religiosa >> di San Martino, potrete approfittarne per bere dell’ottimo primitivo o aleatico nuovo. Così, sazi da un lauto pranzo sarete pronti per la pennichella! …Macchè!

Come scriveva Mons. Stangarone sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 1938 : << il vertice della festa è la famosa batteria di mezzogiorno. – ma diciamo pure delle 15 – Cielo e terra lampeggiano, tuonano e rintronano con tutti i calibri, laceranti e rombanti, con un fragore inaudito che supera la bufera, mentre la folla fittissima gremisce il vasto piazzale, ogni balcone, terrazza, scalinata, belvedere o rialzo qualsiasi. E San Trifone sotto il paliotto dalle lamine d’argento e d’oro passa in mezzo al suo popolo acclamante che a lui tributerà osanna e gloria >> !

Saranno le tante bande a farvi compagnia durante il resto della giornata, fino allo scoccare delle 23:00, orario di inizio per i fuochi notturni e i primi addirittura a ritmo di musica! Insomma, dalla brace, alle luminarie, ai fuochi, avrete capito il tema della giornata. Perché si onori così San Trifone è un mistero! Forse un modo per esorcizzare l’arrivo del periodo più buio dell’anno, forse perché il fuoco richiama la purificazione dalla peste, davvero non saprei, ma andateci e lasciatevi suggestionare da uno spettacolo e da una Festa unica nel suo genere!

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San TRIFONE 2014 - La mia festa di San TRIFONE
(di Roberto DI GREGORIO)

 

Chiunque si imbatta (come il sottoscritto) nello studio della letteratura, non può fare a meno di notare come ritorni più volte nel corso della sua storia la parola "Arcadia". L'Arcadia è un'antica regione della Grecia, prevalentemente brulla e montuosa, abitata soltanto da pochi pastori. Fin dall'età antica è stata idealizzata come un luogo idilliaco e meraviglioso, in cui tutto si è fermato alla mitica età dell'oro. Come già detto, si tratta di una idealizzazione: l'Arcadia si presenterebbe, più o meno, come il nostro Molise; certamente un luogo non privo di fascino, ma neppure un paradiso terrestre. Eppure l'Arcadia ha qualcosa che nessun altro ambiente ha: si presenta come la regione più adatta a questo tipo di idealizzazione.

Lo stesso può dire la mia adolescenza della festa di San Trifone. Ma andiamo con ordine.
Sentii parlare di Adelfia per la prima volta nell'estate del 2010, all'età di tredici anni: incuriosito dal singolare epiteto di "Regina delle Feste Patronali di Puglia", non ho esitai a farci un pensierino, la sera del 10 novembre di quell'anno.
Fui colpito da Adelfia già vedendola da lontano, faceva un certo effetto vedere il campanile della Chiesa di San Nicola svettare tra quelle casette.
Ricordo ancora quell'aria di festa: il paese si presentava accogliente ed allegro, nella sua semplicità.
A me, che avevo sempre collegato luminarie e fuochi pirotecnici all'estate, sembrò strano vedere una Festa Patronale così ricca a fine autunno.

Trascorsi tutto l'anno successivo aspettando il 10 novembre: su San Trifone, su Adelfia e sulla famosa contrada "La Difesa" avevo costruito il mio locus amoenus, il mio luogo mitico e surreale.
Ad un ragazzo che aveva appena aperto una finestra sul mondo delle tradizioni e delle Feste Patronali, quel mondo nato nel Medioevo dalla fusione tra la tradizione pagana e quella cristiana, Adelfia dovette apparire come qualcosa di incredibile.

Questa idealizzazione, durata per gran parte della mia adolescenza, è lentamente venuta meno.
Eppure, non posso dire che la festa di San Trifone mi lasci indifferente. In tante altre città, i festeggiamenti per il santo patrono sono uno dei tanti momenti in cui rimpinguare le casse comunali, in cui ritrovarsi con i parenti, in cui distrarsi. Non è così ad Adelfia, dove probabilmente tutto l'anno gravita intorno a questi tre giorni. Tre giorni durante i quali tutto muta abbastanza velocemente, nell'arco di poche ore o addirittura di pochi minuti.
Sembra di tornare indietro di decine d'anni, all'Italia del Carosello, in quella descritta nei film e nei romanzi neorealisti degli anni Cinquanta.

La sera del 9 Novembre scorre lentamente, in maniera pacata. Almeno, fino a quando non giunge in piazza la processione recante il quadro di San Trifone: da questo momento in poi comincia un incredibile via-vai di persone, che si spostano nei punti più disparati del paese. Prima sotto la cassarmonica per ascoltare la banda, poi nella Chiesa per salutare il Padron di Casa, poi ancora per le vie del centro storico per gustare la carne e beccarsi con gli altri appassionati giunti lì da tutta Italia, ed infine (passando ovviamente per le bancarelle) in aperta campagna, in attesa dei fuochi.
Ed eccoli, preannunciati dal colpo scuro che da sempre precede tutti gli spettacoli pirotecnici, dal più semplice al più complesso. Quanto son belli, mentre squarciano la cupa notte adelfiese, illuminando a giorno i vigneti e le case di Adelfia in lontananza e creando un impenetrabile muro di fuoco.

Non mi pronuncio, ora, sul 10 novembre. Se è stato possibile descrivere quanto si prova alla vigilia della festa, altrettanto non si può fare con il giorno centrale. Si tratta di qualcosa di troppo complesso per essere descritto, dalla processione mattutina che sfila tra due ali di folla, ai fuochi diurni che devastano le tranquille ore pomeridiane con il loro rumore assordante.
Al mio silenzio su questo giorno, che da cinque anni è per me in rosso sul calendario, associo il mio invito al lettore a recarsi di persona.
I festeggiamenti per il "Santo dispettoso" sono qualcosa di tanto forte quanto difficile da descrivere.

San TRIFONE 2013 - I fuochi pirotecnici di San Trifone, l'attesa...
(di Vincenzo Cernicchiaro - postato sul forum di Pirovagando.it)
 


La dolce attesa per noi.
Per le Ditte che dovranno fare fronte all'impegno preso sono queste ore frenetiche, il frutto di un lungo lavoro di preparazione durato anche mesi, il materiale, qualche pezzo deve essere ancora finito apparecchiato, l'altro controllato, verificato e caricato sugli automezzi pronti a partire, ci si accorge che manca qualcosa o che si è andati ben oltre a quanto riportato sul foglio di cartone oramai sgualcito e sbiadito è servito da canovaccio come nel teatro, il resto è stato via via aggiunto o modificato, niente è stato cancellato anzi, sono ore di impazienza, come quando si provano le ali per lasciare il nido, chiudersi i cancelli della fabbrica alle spalle come tante altre volte, ci si accorge che non è come le altre volte, percorrere la strada che porterà sul campo, non un campo qualsiasi, lo abbiamo fatto tante volte, ma tutte le volte è diverso e questa ancora di più. Si scava nella forza dell'abitudine delle tante esperienze vissute, non si trova mai un riscontro, è diverso è diverso, ogni volta è diverso. La forza, la forza di affrontare la tensione di quei 15-20 minuti, dove verranno allo scoperto tutto quello che è stato messo dentro ai cilindri alle sfere, dove si vedrà se la vecchia taglierina ha fatto ancora il suo dovere insieme a tutto il resto. I battiti del ruvido cuore che segue lo scandire dei colpi e delle sequenze e la mente che le anticipa o le rallenta quasi a costringerele a fare nel cielo quello che dopo tanto lavoro si vuole che appaia. Si vedrà, si vedrà manca poco, troppo poco, saranno ore e giorni di forti emozioni e di duro lavoro, penso, dopo mi riposerò già mi riposero, intanto si vedono già il campanile e i filari della piana di Adelfia e l'effige del Santo con l'elmo dorato.
Auguri a tutti

 
San TRIFONE 2012 - Testimonianza di anonimo (letta su internet)

La Festa in Onore del Santo Patrono: un Patrimonio Culturale Incommensurabile, da Coccolare, Tutelare, Amare, Difendere, Godere, Sognare, Migliorare, Valorizzare, Salvare.
Al mio paese, Adelfia (BA), si Festeggia ed Onora in particolare, con intramontabile passione, San Trifone Martire.
Per 12 mesi pensi alle Autorizzazioni, alla pulizia del paese, alla manutenzione delle strade, alla raccolta del denaro, agli accordi con le Bande Musicali, con i Maestri Fuochisti, all'Illuminatore.
Ed il Comitato della Festa litiga, impone, organizza.
Mille preoccupazioni da farti perdere il sonno. Ma poi arriva il giorno della festa, il 10 Novembre, ed il sorriso riappare ed ogni fatica scompare.
E con gli occhi pieni di meraviglia e stupore, vedi per le strade una coloratissima, festosa, pacifica, incontrollabile, incalcolabile invasione umana.
Camper, già giunti nei giorni precedenti da ogni dove, Autobus, 400, 500, dalla Sicilia, dalla Campania, dalla Toscana, dalle Marche, dalla provenienza più disparata, con le targhe più impensabili, che già alle 3 del mattino cercano un comodo parcheggio. Auto sistemate in ogni angolo, dritte, torte, pedoni che invadono le corsie, Tir bloccati, tende canadesi.
La Sentita Devozione non ferma nessuno, senza limiti né confini.
Un Meraviglioso Caos! Fascino e Poesia!
La Bomba delle 4, la Santa Messa subito dopo. La Chiesa straripante.
Bancarelle di ogni forma, banchetti improvvisati, braci, megafoni, altoparlanti, Napoletani che vendono il torrone, gli Abruzzesi, i Siciliani, e poi, Senegalesi, Cinesi, Indiani, Romeni, accattoni. Tanti, tantissimi, sorridenti. Multicolore e multisapore.
E Bagni chimici sparsi dappertutto, e bottiglie di Vino, gente che balla, gente che ride, gente che gioca, che va a caccia del ristorante conveniente. E gente che chiama a casa per rassicurare, che scatta foto in ogni luogo e comunica su facebook. C’è chi rivolge il telefono verso la banda per far sentire a chi è lontano, le note. Bambini nel passeggino, mamme arruffate. Uomini, alti, bassi, belli, brutti, con il cappello da texano, Donne belle, brutte, con la borsa, con i capelli legati, Mutilati, gente che ha subìto il borseggio e si dispera. C’è chi si inoltra in campagna a cercare un po’ di Uva buona ancora appesa nei lussureggianti Vigneti, chi chiede a che ora sono i fuochi, chi vuol sapere dov’è la processione, chi dove una banca, chi dove una farmacia, chi fa pipì tra gli alberi, chi lascia rifiuti dove capita, chi elogia la i colori dell’illuminazione e chi li critica, chi scatta le foto ai mortai, chi chiede informazioni sul tipo di polveri da sparo. Un giorno di sana follia, di Festa!
I Bandisti che presentano i loro programmi e passeggiano con gli strumenti in spalla e con la divisa indosso, i Madonnari che disegnano sull’asfalto.
E senti per strada, che qualcuno è venuto dal Nord perchè appassionato dei Fuochi Pirotecnici, e senti di gruppi giunti dalla Spagna per godere dell'Illuminazione, e di ragazzi Olandesi attratti dalle Bande Musicali. Che tanti concittadini sono rientrati dall'Estero, richiamati dal Cuore. Voli transoceanici pur di stare in paese nel giorno della Festa. Dal Venezuela, dal Canada, da Los Angeles, da New York. Dalla Svizzera, da Lussemburgo, dalla Germania.
E rimani silenzioso ad ascoltare le loro storie. Il Richiamo del paese di Origine. Bellissimo!
Fast Food, Panini, Kebab, Sedano, Formaggio, Baccalà, Olive, “ ‘o Père e ‘o Muss ”, quello che balla mentre fa le crepes, offerte ed offertissime, sconti e fregature, una infinità di prodotti disseminati dappertutto, e gli ubriachi, e i giocatori delle tre carte, le sirene delle Ambulanze.
Meraviglia! E la Guardia di Finanza a fare controlli, i Carabinieri a pattugliare.
E tanti caffè al Bar, Vigili Urbani che fischiano, e gente agli angoli delle strade in attesa della Processione, e Campane che suonano di continuo, e l'Unitalsi che accompagna in carrozzina tanti amici, e gli Scouts che seguono ogni operazione, e gli Anziani con le lacrime sul viso affacciati alle finestre, e l'emittente televisiva nazionale in giro per le interviste, ed i Pellegrini che visitano la Chiesa e chiedono l'immagine del Santo, ed il Parroco che dispone per la Processione, ed il Sindaco che sistema la fascia Tricolore, e l’amministrazione comunale tutta attorno, e la Pro Loco che distribuisce cartoline speciali, e la Comunità di Bisceglie che canta, e la Bassa Musica che intona la “Canzone del Ciuccio”, e le Bande che vanno in giro per il paese.
E gli amici che non vedi da tanto tempo ed il Comitato con la coccarda in petto.
E l'Agnello alla Brace che profuma l'intero paese, la gente con l'Abito della Festa.
E i ragazzi che salgono sulle giostre, ed il classico giovanotto che sta in piedi sul tagadà, ed i suoi amici lo sfidano di testa in giù sul Ranger, ed il gioco del Pugno, il Tiro a Segno, la Musica ad Alto Volume. E la gente con il naso all'insù per seguire ogni Bomba, con il suo calibro e la sua potenza, e la malinconia di vedere il Terrazzo della Casa dell'ex Sindaco desolatamente vuoto.
E’ la Festa Patronale! La Festa del Mio paese. Adelfia è Viva! Evviva Adelfia!

Anonimo



San TRIFONE 2011 - Testimonianza tratta dal Blog di Pirovagando.it - di Orazio VINCI)

Dopo tanti anni di imprevisti e impegni già presi, per la prima volta riesco a partecipare alla più grande festa patronale d’Italia, la regina di tutte le feste, Adelfia (Ba). Arrivo in una giornata uggiosa di novembre con un gruppo di amici per divertirci e gustarci la festa di San Trifone, protettore di Adelfia. Piatto forte della manifestazione i fuochi pirotecnici e le luminarie artistiche che sono uno dei fiori all’occhiello della produzione artigianale pugliese. Mi fermo con la mia compagnia a pochi metri dal luogo degli spari intorno le 8.00 del 10 novembre, data della festa liturgica di San Trifone. Ho il tempo di assistere alla prima diana eseguita dalla ditta Bruscella B. e subito dopo comincia a piovere a dirotto, scendo in paese con i miei amici e vado alla sede del comitato dove ho il piacere di conoscere persone che prima d’ora ho comunicato solo tramite i networks, nonostante il tempo brutto ho modo di vedere che l’acqua non interrompe il lungo pellegrinaggio di fede e devozione, tanta gente armata di ombrello si riversa sulle strade di Adelfia per vivere ugualmente questo grande spettacolo fatto di folclore ma soprattutto di religiosità popolare che negli ultimi tempi sta andando a scemare come molti valori che prima erano indiscutibili. Una caratteristica di questa festa sono le tante bancarelle che oltre i classici dolciumi vendono baccalà essiccato, non sono riuscito a contarle ma erano tante. Nell’aria si respira aria pulita, niente macchine,  solo gente in attesa della messa pontificale delle 11,30 nella chiesa madre dove è custodita la statua di San Trifone. Il tempo però non migliora, anzi la pioggia la fa da padrona, ma non mi arrendo dopo una breve sosta a Casamassima per un succulento pranzo, decido di fermarmi anche il giorno dopo nella speranza che il tempo avverso di una tregua. Arriva la mattina dell’11 Novembre e noto con immenso piacere che il sole si è levato in cielo poche nuvole che non fanno presagire nulla di brutto, arrivo per le 8,30 ad Adelfia, non ci sono le bancarelle del giorno precedente ma si respira aria di gioia e serenità quasi magica che mi permette di immortalare per sempre delle immagini nella mia mente. Arrivo nella piazza centrale con il mio amico Michele che è del posto, prima cosa ascolto le marce sinfoniche che le due bande eseguono egregiamente, uno scenario bellissimo, le luminarie in piazza nonostante spente, vista l’ora, creano un’atmosfera ancora più suggestiva, a questo punto mi accingo ad immortalare le cose che mi colpiscono di più, tra cui la caratteristica cassa armonica, dove oltre al corpo bandistico è custodito un quadro rappresentante il Patrono di Adelfia - Montrone, si avverte una atmosfera che si carica sempre più di pathos, il comitato festa accompagnato dalla banda musicale compie il suo tragitto per arrivare nella chiesa da dove partirà la processione. Sono le 11,30 arrivo davanti la chiesa dove c’è una moltitudine di fedeli che aspettano l’inizio della processione. Esce prima il capitolo ecclesiastico poi le autorità civili e infine salutato da uno scosciante applauso il simulacro di San Trifone, un momento davvero emozionante e commovente. Inizia il giro ma appena la processione si ferma per la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al suo Patrono ricomincia a piovere e la processione torna in chiesa, sembra la nuvola di Fantozzi che non vuole lasciare Adelfia, pochi minuti dopo smette di piovere. Il tempo di un buon pranzetto che si riparte verso l’altra attesissima meta, la gara dei fuochi pirotecnici, mi aspettano cinque spettacoli diurni che per la prima volta verranno giudicati e soggetti a premio. Cinque spettacoli pirotecnici di grossa portata, tanto da attirare persone non solo da tutta Italia ma anche da diversi posti del mondo. Una gara pirotecnica che riserva tante sorprese, tante emozioni e soprattutto che mi lascia soddisfatto della scelta di rimanere un altro giorno. Sono le 17.00 e ormai è sera, non ho la possibilità di rimanere per il resto della festa e per i fuochi serali, torno a casa con la gioia di aver fatto una bella trasferta che spero sia la prima di tante altre in quel di Adelfia.

Orazio VINCI
Messina, 20 Novembre 2011



Testimonianza di Pasquale TORELLINI

 

FESTA DI SAN TRIFONE ADELFIA MONTRONE (BARI)

La festa si svolge in onore di San Trifone, il cui none etimologicamente significa "splende tre volte". Ad assicurare l'ottima riuscita della manifestazione, esiste anzitutto un serio Comitato, costituito da persone veramente esperte che sfruttano le loro capacità organizzative per mettere a punto un nutrito e straordinario programma di realizzazioni, che spazia tra manifestazioni culturali, folkloristiche a quelle musicali.

A lievitare la spettacolarità della festa interviene la straordinaria gara di fuochi pirotecnici, che richiama appassionati provenienti da tutte le parti d'Italia. Per la ricorrenza festiva, moltissimi Montronesi, emigrati per motivi di lavoro all'estero, raggiungono il proprio paese per onorare il loro Santo Protettore: San Trifone.
Come si può chiaramente evincere, si è alla presenza di una ricorrenza festiva di grande interesse socio-economico-culturale e religioso, intorno alla quale ruotano una molteplicità di aspetti positivi, che vanno dalla preservazione delle tradizioni all'incentivazione dell'economia locale.

La città di Montrone, per alcuni giorni, diventa luogo di divertimenti e di fiera, ove è possibile comprare di tutto: dai prodotti tipici locali dell'agricoltura, dell’artigianato, dell'abbigliamento e oggetti ricordo della festa. Come accennato prima, la maggiore attrazione per il pubblico è la gara pirotecnica di fuochi, che si svolge nel pomeriggio, a cui partecipano i migliori fuochisti Italiani. Senza enfatizzare troppo, assistendo alla gara di fuochi, si ha la sensazione di avvertire un movimento sismico: un continuo e martellante rimbombare di botti fa sì che la terra oscilli sotto i piedi e nel contempo il cielo si copre di fumo nero nel quale si mescolano una miriade di coriandoli colorati, che cadono giù sotto forma di pioggia.

I fuochisti, come se stessero sfilando su una passerella, partecipano alla gara orgogliosi dì mostrare le loro capacità creative e innovative. Lo sparo dei fuochi, dopo un inizio lento, aumenta il suo ritmo come in un crescendo rossiniano, fino a dare allo spettatore la sensazione di trovarsi in un inferno paradisiaco ove, al tuoneggiare di botti fiammanti, s'accompagna una nuvola immensa di schegge fuocanti e stelline dirompenti. I grappoli di bombe di altissimo tiro, dapprima sembrano toccare l'apogeo e poi si sgretolano venendo giù sparando senza soluzione di continuità e formando contemporaneamente nella volta celeste una coltre di fumo, che il vento poi provvede lentamente a spazzare via nell'estesissimo e fertilissimo Tavoliere Delle Puglie. Che dire poi del finale: mentre il tuoneggiare dei botti diventa sempre più pressante e assordante, lo spettatore per alcuni secondi non comprende bene se tocca ancora i piedi per terra oppure è stato trasportato nel mondo delle meraviglie. E' uno spettacolo da non perdere e che, infatti, richiama annualmente un maxiraduno di cultori dei fuochi d'artificio e di festaioli i quali, fin dalle prime ore del mattino, raggiungono la città di Adelfia-Montrone a bordo di centinaia di pullman provenienti da tutte le parti d'Italia.

Infine c’è da precisare che. nel calendario annuale delle feste patronali, quella di San Trifone viene a cadere all'ultimo posto e, pertanto, dalla data del suo svolgimento, che è il 10 di novembre, i rappresentanti iniziano le trattative per impegnare le bande musicali e i fuochisti per l’anno successivo.

Parete (Ce), 29 Settembre 2006

 PASQUALE TORELLINI
Giornalista pubblicista



Testimonianza di Antonio IPPOLITO

Il giorno 10 Novembre di ogni anno, Adelfia diventa la Capitale dei Comitati dei festeggiamenti più importanti d'Italia, Recco (GE), Mugnano (NA), Vibonati (SA), San Luca Branca (PZ), Ailano (CE) Parete (CE) sono solo alcuni dei Comitati che, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Trifone, giungono da tutti i paesi per mettersi in contatto con: maestri di bande musicali, artisti dell'illuminazione ma in particolare con loro, i protagonisti della festa di San Trifone; i "Fuochisti" gli artisti del fuoco festaiolo.
I Comitati, che giungono da tutte le parti d'Italia cercano: attraverso la "mostra" di quanto ogni pirotecnico mette a disposizione nel "parter di sparo", il termine di paragone più conveniente alle sue esigenze per organizzare nel migliore dei modi la festa nel proprio paese. La zona di sparo diventa una fiera, una vetrina di quanto di meglio può offrire il mercato della pirotecnia Italiana. Qui, mentre si predispongono tubi di vario calibro o si allacciano le diverse parti con spolette e passafuochi, i più rinomati "Fuochisti" della tradizionale scuola Italiana, stringono i primi accordi con i Comitati, che successivamente diventano contratti.
I fuochi di San Trifone, sono i protagonisti assoluti della festa, che insieme alla processione del Santo, le luminarie fantasiose e le bande musicali, che si alternano nell'accogliente e maestosa cassa armonica, sono quanto di meglio può offrire una Festa paesana, un evento che grazie al sacrificio di persone componenti il Comitato Feste Patronali di Adelfia, diventa un appuntamento per migliaia di appassionati, competenti, e cultori dell'arte pirotecnica che, da tutta Italia e dall'estero, giungono per ammirare quanto di meglio può offrire la pirotecnia moderna.
A cornice di tutto questo non possono mancare i prodotti locali come: uva, vino, agnello, formaggio, sedano, olive etc., che sono abbondantemente presenti nelle varie tavolate improvvisate, nelle adiacenti campagne a ridosso della zona di sparo, che subito dopo l'evento più spettacolare della giornata, vengono gustate per meglio ricordare le "sparate" dei propri beniamini.

 
Antonio IPPOLITO
ORISTANO, 18 Novembre 2003

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