Pirotecnica

Galleria Fotografica - immagini casuali

Forme o bacchette per casse e cartocci,
Spago
Tenaglia per arringare cannoli e botti
Gubbia
Bacchetta di ottone per caricare spolette
Mattarello
Magliolo

Stacci o setacci a rete fitta
Staccio a rete rada
Cavalletto per spagatura manuale
cavalletto
Allazzatrice
allazzatrice


1) Pressa per caricamento cannoli, spolette e colpetti di finale

2) Pressetta per caricamento colpetti

1)pressa
2)pressetta
Pressa idraulica per caricamento cannoli, spolette e colpetti di finale
pressa idraulica

1) Molazza per triturare carbone

2) Betoniera per confezionare stelle tonde

1)molazza
2)betoniera

 

Mulino per triturare nitrati e solfati

mulino
Mortai di diverso calibro
mortai

 

 

 

 

Bome pronte

bome
Spaccato di una bomba serale
spaccato
ELEMENTI DI PIROTECNICA
(realizzato da Giovanni SCAVO, con l'ausilio del libro: "Fuochi artificiali" di F. Nicassio - ediz. Levante - Bari)

LA PIROTECNIA

La pirotecnia o arte del fuoco ha origini lontane. L'uso e' presente in Cina nel I secolo. In Europa si attribuisce l'apparizione (1300) al monaco tedesco Bertold SCHWARTZ. Elemento principale della pirotecnia e' la polvere pirica o nera, il piu' antico esplosivo noto, miscuglio di: nitrato di potassio o salnitro (dev'essere privo di cloruri o clorati o perclorati); carbone vegetale (di legna, deve contenere pochi zuccheri); - zolfo (dev'essere puro e non contenere tracce di acidita'. La formula della polvere da sparo nelle proporzioni ancora attuali di 75 (nitrato), 15 (carbone), 10 (zolfo) e' dello scienzato inglese Ruggiero Bacone (1249). Le prime fabbriche di pirotecnia sorsero in Germania (1340-1348) ad Augsburg, a Spandau, a Liegnits. Nobile, rischiosa e aristocratica l'arte del fuoco e' la piu' ammirata e la meno conosciuta. Tutte le arti si sono costruite un mondo, teorie, regole, una storia. I fuochi marciano nel tempo nel silenzio. Le grandi gare pirotecniche - Adelfia-Montrone (BA), 10 novembre; Mugnano (NA), III martedi' di ottobre - contano presenze inimmaginabili, da 200.000 a 300.000 spettatori, ma non hanno storia, solo amatori e sparafuochi, la cui arte, segreti, teorie, regole e mestiere sono nella cinta della fabbrica, inaccessibili, anche ai controlli di legge. Assenti la letteratura, l'informazione, la critica. Tutto
conservato in una tradizione oro-auro-visiva, intraducibile. In effetti, i fuochi non possono essere scritti nè descritti, soltanto visti, ascoltati ed acclamati. In materia risultano solo alcune pubblicazioni: - "De la pirotecnia" di Vannoccio Biringuccio, Siena, 1540; - "Pirotecnia moderna" di F. Di Maio, Hoepli, Milano, 1891; - "Fuochi pirotecnici e artifizi da segnalazione" di P. Macchi, Pirola, Milano, 1984; - "Fuochi Artificiali" di Francesco Nicassio - Levante Editore-Bari, 1997; II Ediz.
L'opera di Biringuccio (1480-1539), uomo di molta pratica, costruttore di artiglierie ed armi da fuoco, contemporaneo di Leonardo da Vinci (1452-1519) e' un trattato di chimica tecnico-scientifica. L'opera si compone di 10 libri. Il I tratta delle miniere in generale, il II dei minerali, il III dei metalli e delle fusioni il IV del separare l'oro dall'argento, il V delle leghe fra i metalli, il VI dell'arte del gitto e delle artiglierie, il VII dei modi ed ordini delle fusioni e dei metalli, I'VIII dell'arte pic- cola del gitto, il IX della pratica di esercizi del fuoco, il X del- le materie artificiali disposte a fuochi per adoperare nelle offese e difese delle guerre o per fare allegrezze pubbliche nelle feste solenni. Dell'opera di Biringuccio si sono avute 6 edizioni (1540 1550 - 1558 - 1559 - 1678 - 1914, quest'ultima, STEB, Bari). L'autore, insieme a lui Leonardo da Vinci e piu' tardi Galileo Galilei, segue la pratica metodica del metodo sperimentale, effervescenza e patrimonio del tempo. La sapienza e' figliola della esperienza, afferma Biringuccio. Guidato da questa convinzione, si distacca dall'alchimia (arte di falsari e imbroglioni, stregoneria) imperante e dal pensiero scolastico e getta le basi della nuova chimica tecnica. Per il nostro obiettivo, capire i fuochi per fare allegrezze pubbliche nelle feste solenni, Biringuccio non ci e' di grande aiuto. "Pirotecnia moderna" di Di Maio e' un vero e proprio manuale del pirotecnico. "Fuochi pirotecnici e artifizi da segnalazione" di Paolo Macchi e' una guida per l'applicazione delle norme di p.s. per l'accensione, deposito, trasporto, vendita di artifizi e per impianti di fabbriche e di depositi per i fuochi artificiali. "Fuochi Artificiali" di F.Nicassio, a parte la presente spiegazione è anche una guida per tutte la applicazioni delle norme di p.s.


MONTRONE di Adelfia (Bari), sin da quando ha cominciato a festeggiare San TRIFONE dal lontano 1918, ha ben saputo far emergere il suo spirito pirotecnico. Da questa piazza sono passati i più bravi ed ingegnosi "mastri" dell’arte del fuoco: non acculturati, qualcuno non sapeva neanche firmare, ma con un incommensurabile bagaglio di esperienza e conoscenza della polvere pirica nonché di miscugli e miscele, di colori e loro preparazione, accensioni e spacchi.
Nei vari paesi vicini: Casamassima, Triggiano, Capurso, ecc. ci sono stati dei validissimi pirotecnici.
Adelfia ha avuto due grandi pirotecnici: il Cav. Trifone BRUNO ed il Cav. Luigi GARGANO che sono entrati meritevolmente nella storia della pirotecnia per il loro ingegno teso quotidianamente alla ricerca della novità: controbombe con cannuoli, controbombe con la croce al centro, bomba combinata con 32 colpi di scala + contraccolpo, bombe "stutate", le innumerevoli variazioni nel finale. La presenza di questi, nonché le loro memorabili sparate era riuscita a coinvolgere il paese tutto, con simpatizzanti e fan dell’una e dell’altra parte, che li seguiva ovunque, difendendo il proprio beniamino. La presenza dei due grandi maestri ha fatto scaturire la grande competitività con gli altri pirotecnici.
Venivano ad ADELFIA-Montrone sì per fare bella figura, ma principalmente per misurarsi con BRUNO e GARGANO, cercando di superarli e conquistare contratti nelle varie feste che si realizzano. Benché i due grandi artisti, sempre vivi nella memoria dei montronesi, siano ormai fuori dalla grande kermesse di San TRIFONE, la tradizione della grande gara e della esasperata competitività continua a coinvolgere sia i pirotecnici che l’innumerevole moltitudine di spettatori, esperti o meno, intenditori o no, che partecipano attivamente con critiche e giudizi che decretano il campione dell’anno o la distruzione e l’affossamento di altra ditta.
La piazza di ADELFIA-Montrone è difficilissima anche per il migliore pirotecnico: è proibita ogni forma di incentivazione extra; il Comitato Feste Patronali sottoscrive un contratto uguale per tutti con un premio consistente per il migliore, giudicato tale da una nutrita giuria di esperti ed intenditori di bombe, di variazioni o fermate nel finale, di colori ecc., con una scheda di valutazione.
Non a torto i "Fireworks" di San TRIFONE, a Montrone di Adelfia, sono definiti "Nobel" della pirotecnia. Per ogni artigiano del fuoco la stessa partecipazione alla detta gara costituisce un validissimo biglietto da visita, nonché un’accettabilissima referenza nella presentazione della ditta. Forse è l’unica piazza che decreta un pirotecnico valido o meno e che lo "laurea" o lo affossa.
Già guardando le tabelle delle partecipazioni, nonché dell’albo d’oro dei pirotecnici, ci si rende perfettamente conto del turnover di questi, nonché di quei maestri che partecipano con maggior frequenza.

PIROTECNIA
La storia di questa tecnica, sin dalla prima invenzione della polvere pirica, si perde nella notte dei tempi. E’ una scienza che non viene riportata nei libri di scuola, non esiste un dottorato in pirotecnia, l’arte della manipolazione della polvere da sparo è prerogativa solo dei pirotecnici, che nulla sanno di balistica, di fisica, di progettazione. Gli anziani pirotecnici forse non sono riusciti a raggiungere neanche il diploma di scuola elementare, ma il loro bagaglio di conoscenza ed esperienza della polvere pirica è a dir poco oltremodo entusiasmante. E’ sulla loro pelle che conducono esperimenti di accensioni, scoppi, miscele, miscugli, colori e quanto altro debba presentare una bomba “diversa, a regola d’arte”. Tanti segreti di questa antica disciplina sono di proprietà indiscussa del pirotecnico. E tanti ancora hanno seguito i loro inventori nell'ultimo viaggio.
E’ stato scritto nel mondo affascinate dei pirotecnici :

       NON SONO BOTTI
       NON SONO BOMBE
       NON SONO GRANATE
       SONO VERSI.
       SANNO ESPRIMERE TUTTE LE VOCI:
       DEL DOLORE, DELLA GIOIA, DELL’ATTESA, DELLA VITA,
       DELLA TEMPESTA, DELLA MORTE, DELLA PACE.
       NON ROMPONO IL SILENZIO, LO COMPONGONO.
       NON VIOLANO LA SOLITUDINE, LA CONFORTANO.
       IL BOTTO E’ CORALE, UNIVERSALE.
       SCENDE INTERIORMENTE PROFONDO
       E NEL PROFONDO ORCHESTRA LE MILLE VOCI
       E LA FANTASMAGORIA DELL’ANIMA.

di Giovanni SCAVO


Diversi hanno provato a scrivere sulla polvere pirica e i suoi effetti roboanti e disastrosi, uno dei migliori scritti, forse uno dei pochi, che porta alla vera conoscenza di tutti quegli effetti roboanti, ma ritmici, di quegli effetti detonanti, ma cadenzati, di quegli effetti fantasmagorici, è senz’altro il libro di Francesco NICASSIO, giunto alla II edizione e tanto richiesto da appassionati, tecnici e perché no, dagli stessi pirotecnici: si intitola “FUOCHI PIROTECNICI”, edito da Levante Editori - Bari.
Detto libro è composto da due grandi parti :
- La prima parte illustrando, come non mai, la pirotecnia, parla dell’arte e dei segreti dei fuochi pirotecnici.
Materiali: avvolgenti, combustibili, comburenti, coloranti delle fiamme, esplodenti, agglutinanti, isolanti.
- La seconda parte parla degli impianti di fabbrica e depositi, trasporto ed accensione, con un’appendice comprendente la normativa in materia. Come di già detto, il volume “FUOCHI PIROTECNICI” di Francesco NICASSIO, appassiona, rende competenti e fa apprezzare le varie batterie, nonché l’arte pirotecnica con tutte le le variazioni di una bomba composta e delle varie variazioni di un finale. Dopo aver gustato ed imparato quanto vale un fuoco pirotecnico.
 

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